Megaman X Italia

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Recensioni

A seguire, le Recensioni dei vari episodi di Megaman X, completi di:

-Dati come Nome, Anno, Piattaforma

-Accurata Recensione

-Pro e Contro, in breve

-Immagini tratte dal gameplay

-Cover della confezione

ENJOY!!!

Megaman X

Megaman X2

Megaman X3

Megaman X4

Megaman X5

Megaman X6

Megaman X7

Megaman X8

 

 

Qualora i link non funzionassero, ho ricopiato le Recensioni qui sotto in modo da non perderle. Buona continuazione.

 

 

Megaman X

Titolo: Megaman X          Titolo originale: Rockman X

Anno: 1993                     Console: Super Nintendo, Wii Virtual Console, PC

                                                                   

 Recensione scritta da Retrogamer.it

Megaman X si presenta, da subito, con tutti i connotati del gioco a piattaforme made in Capcom: frenesia, grande azione e intrigante giocabilità. La conformazione carismatica del personaggio principale non è, in ogni caso, fattore da anteporre a tutti gli altri in quanto deterrente "di fatto" dei meccanismi egocentrici del videogame. Immedesimarsi nel super meccanico conviene con le personificazioni passate e future della casa nipponica; si pensi ad esempio allo stesso Strider, oppure ai picchiaduro di chiara ambientazione "technoludica", che si sviluppano di pari passo con il meccanicismo dello sprite. Megaman X è quasi ristrutturante nel contesto schizofrenico in cui si esprime, trascinandosi gran parte della iconografica della Capcom e degli stereotipi bidimensionali di una continuità didascalica omologata. Stesse cose per lo stesso sistema di spostamenti, e stesse storie per la medesima (ma bellissima) scena del futuro.

"Megaman durante la sua creazione dal dott. Light"

 

La caratteristica di ogni videogioco MegaMan è la sua enorme difficoltà. Quasi tutti i giochi, infatti sono poco longevi e alla Capcom sperano di risolvere questo problema incrementando la difficoltà, facendovi imbufalire e inventare parolaccie sempre + nuove e fantasiose

Diciamo che il divertimento è, nel caso di Megaman, una scelta dell'utente e non necessariamente una vittoria del gioco in sè. Si potrebbe creare una sorta di dualismo inconscio e quindi psicologico, valutando punto per punto le scelte obbligate o i semplici spunti ai quali ci "lasciamo andare perdutamente". Ma andare dove? Nell'unica direzione possibile, ovvio, e quindi a destra, partendo da sinistra, sempre a destra. Ma perchè? Mmm, forse perchè l'inizio è a sinistra. E comunque, non è una questione di destre o sinistre, bensì di disposizione al controllo, di predisposizione al salto e all'istinto, nonostante si possa obiettare che l'istinto non dipenda dalla predisposizione essendo un dono naturale. Si parlava di giocabilità, ma senza distrazione, perchè altrimenti ogni cosa perde di significato. Impegno, sfida, concentrazione. Affrontare Megaman X con il massimo della virtù ludica concepibile è obbligatorio, altrimenti lasciate decisamente perdere e dedicatevi al solitario Microsoft. E si ritorna al punto in cui il diveritmento, dicevamo, non sia un fattore predefinito e dipenda dall'approccio mentale e fisiologico con cui affrontiamo gli avvenimenti di gioco, per creare un bivio tra certezza ludica e prominenza granitica. E' difficile valutare oggettivamente il divertimento (potenziale) di Megaman X perchè del tutto soggettivo e primordiale nelle espressioni. Protremmo giocarci e divertirci, giocarvi e divertirci a sprazzi, oppure non giocarci e divertirci lo stesso con qualcosaltro, o ancora giocarci e non divertirci affatto e...basta.

 

PRO: -Impegnativo -Sonoro accattivante -Graficamente curato

CONTRO: -A tratti difficile -Longevità non molto alta.

 

 

 

 

 

Megaman X2

Titolo: Megaman X2          Titolo originale: Rockman X2

Anno: 1994                       Console: Super Nintendo, Wii Virtual Console, PC

          

Recensione scritta da Retrogamer.it 

Probabilmente il migliore capitolo della serie "X". Comunque, Rockman X2 usciva sul finire del '94 su piattaforma Super Famicom forte di un chip grafico supplementare incastonato nella cartuccia: il C4. Capcom lo aveva realizzato per incrementare le capacità di gestione bidimensionale e tridimensionale della macchina con la aggiunta di semitrasparenze, sprites giganti e grafica in wireframe. L'impatto estetico è impressionante. Nondimeno la brillante struttura del primo episodio, viene a giovarsi delle evolute caratteristiche grafiche summenzionate, ingigantendosi proporzionalmente alle dimensioni dei nuovi mostri di fine livello. In particolare il primo, che darà di fatto accesso alla mappa di gioco, è grosso cinque o sei schermi e costituisce una sorta di livello a sè stante, visto che per abbatterlo sarà necessario scalare una costruzione che corrisponde alla sua altezza. Una giocabilità massiccia, se guardiamo alla ostilità bastarda di ogni singolo mostro meccanico e alla tecnica richiesta per il loro abbattimento: solo un impegno costante porterà a risultati concreti. Rockman X2 appartiene alla vecchia scuola del videogioco a piattaforme e quindi a meccaniche di assimilazione discretamente complesse.Oltre che preoccuparci di superare indenni i tredici livelli di gioco, in questo secondo episodio della serie dovremo anche recuperare e riassemblare i frammenti di "Zero", la nostra unità gemella. Ogni frammento è ubicato all'interno di sottosezioni segrete e custodito da guardiani piuttosto cattivi, ma per Rockman non è precisamente un problema. Fattore di interesse ulteriore perviene dalla necessaria esplorazione di ogni singolo livello, che potrà essere affrontato più volte al fine di sviscerarne tutti i "segreti". Perchè, oltre a custodire quel che resta di Zero, le zone esplorabili riservano pacchi regalo quali esoscheletri antropomorfi che spaccano tutto e mezzi fluttuanti piuttosto stilosi (la Cyberbike). Come è consuetudine quando si parla di Rockman, distrutto un mostro entriamo in possesso del suo armamentario, così da iniziare quel processo di sciacallaggio che porterà alla assimilazione di svariate armature interscambiabili per una allarmante fase di potenziamento. Rockman X2 è un platform estremamente vario, dalla difficoltà dura ma bilanciata, dal livello di frenesia assoluto. Ogni area comporta una serie di sfide sempre differenti, che saranno più o meno subordinate a un determinato tipo assetto del Rockman; un gioco di azione, questo di Capcom, dal carattere strategico non indifferente. I successivi episodi della saga avrebbero ripreso questa struttura, ma senza bissarne il perfetto bilanciamento.Una fusione di fantascienza videoludica supereroistica e divertimento classico di grande livello. Non pensiamo di dovergli contestare difetti che non siano i classici picchi di difficoltà, superabili con un po' di dedizione alla causa, e qualche sfondo così così.In definitiva un classico da inserire senza condizioni nella propria libreria di videogiochi. 

 

PRO: -Difficoltà più bilanciata del precedente episodio -Grafica migliorata

CONTRO: -Tipica difficoltà, talvolta elevata, onnipresente in tutti i Megaman X

 

 

 

 

 

 

Megaman X4

Titolo: Megaman X          Titolo originale: Rockman X

Anno: 1997                     Console: Playstation, Sega Saturn, PC

Recensione scritta da Retrogamer.it 

Se è vero che Capcom cominciasse a spaccare le pallacce dopo anni di Megaman per Nes, Super Nes, Megadrive, Saturn e Playstation, proponendo la medesima struttura in tutti i tiotoli sviluppati è anche vero che, se presi singolarmente, detti videogiochi possiedano tutti un carisma bidimensionale da coin op di inizio anni' 90 che concede ampi margini al divertimento. E se Capcom avesse deciso di programmare i Megaman per 32 bit in grafica tridimenisionale non sarebbe stato peggio? Vabè che poi è puntualmente successo con le edizioni Playstation 2, con risultati nefasti, ma non è più giusto in pieno 2005 rivalutare la sostanza caratteriale dei Megaman X usciti su Playstation se prendiamo coscienza della loro dignitosa struttura platformista? Ma certamente si. In molti hanno sollevato le loro perplessità, soprattutto per le edizioni X4 e X5, forse calcando la mano perchè le azioni da compiere erano più o meno le stesse. Ma perchè lamentarsi? Oggi tratteremo Megaman X4 nella sua versione Playstation, rammentandovi che ne esiste anche una per Saturn generalmente identica alla presente anche se leggermente inferiore in ambito grafico. In ogni caso non è propriamente vero che Capcom non abbia cercato di introdurre elementi nuovi. Infatti con questo quarto episodio della serie X potremo impersonare sia Megaman che Zero, il suo acerrimo rivale. E, fatto importante, la scelta influenzerà sensibilmente il gameplay. Perchè se Megaman continuerà a possedere le sue facoltà di sparo multiplo con armi interscambiabili strategicamente, Zero offre un comparto attacchi del tutto differente. Si potrebbe definire come un personaggio estratto dalla saga di Street Fighter perchè non sa fare altro che menare le mani nel classico stile dei picchiaduro a incontri, e anzichè aquisire gradualmente armi nuove sbloccherà "mosse" inedite. A personaggio costruito, ci ritroveremo con una buona alternativa meccanica dei personaggi per giochi a piattaforme, con la variante di dovere affrontare i nemici in un corpo a corpo interessante e con mezze lune assortite.

 

Purtroppo la lunghezza della maggior parte dei livelli è opinabile. Troppo corti, nevvero. Troppo semplici, puttanata. Troppo poco articolati per solleticare il platformista medio, anche se la situazione migliora con l'entrata in scena dei boss finali, veramente ostici.Ancora una volta è impossibile abbassarsi. Scelta forse dettata dalle esigenze del fandom, ancora abbastanza esteso, che si era mostrato indisponente verso eventuali cambiamenti sulla giocabilità originaria. Tuttavia nell'episodio successivo i nostri eroi avrebbero potuto finalmente accovacciarsi...ma è un altro discorso. Megaman X4 è un titolo talmente tradizionalista da adattarsi subito al sistema di controllo primario, senza che sia necessaria una sessione di allenamento preventiva. Il salto, lo sparo e l'interscambio tra le armi acquistite (se parliamo di Megaman) è un qualcosa che avviene naturalmente e che gratifica ancora l'utente. I filmati introduttivi e di intermezzo non spezzano comunque la azione, risultando gradevoli e tecnicamente ben realizzati. Siamo alle solite: il passaggio ai trentadue bit si avverte dalla sola presenza dei FMV, perchè tutto il resto è pura esperienza sedicibittiana. Anche la grafica, che pure diventa massiccia nella bidimensione multiparallattica e nel dimensionamento dei nemici (alcuni veramente enormi), ricorda in modo evidente le precedenti avventure per il Super Famicom. Ciononostante è impossibile non innamorarsi delle scelte cromatiche attuate dai grafici, e delle animazioni anche, assolutamente fluide e spettacolari. In alcuni passaggi, vedi la scena in cui si monta a bordo di un esoscheletro meccanico, i fotogrammi denunciano una evidente carenza nelle intercalazioni, ma in virtù della ottime scenografie possiamo tranquillamente chiudere un occhio.

Le musiche seguono il percorso commemoratore iniziato da Rockman 8, suonando motivetti semplici anche se orecchiabili, mentre gli effetti si presentano molto nitidi e bene integrati. Che altro dire, Megaman x4 non è nulla di particolarmente nuovo nel settore dei giochi a piattaforme in dueddì, anzi tutto l'opposto. Ma è ancora divertente, e tanto basta.

 

PRO: -Sembra di trovarsi in un Anime -Notevoli migliorie rispetto al passato -C'è la storia di Zero!

CONTRO: -Longevità bassa

 

 

 

 

 

 

Megaman X5

Titolo: Megaman X5          Titolo originale: Rockman X5

Anno: 2000                      Console: Playstation, PC


              

Dunque, Magaman X5 proviene dalla Capcom, casa celeberrima per avere realizzato tantissimi coin-op di grande successo che proprio per questo spesso sono stati convertiti per diverse piattaforme di gioco casalinghe. Anche questo titolo non fa eccezione alla linea, si tratta di un evidente conversione da gioco "da bar" (cosi li chiamavamo ai nostri remoti tempi) di cui ha mantenuto perfettamente l'aspetto e il sonoro. In particolare si tratta di un classico arcade a scorrimento orizzontale in cui l'eroe da noi controllato avanzerà attraverso livelli di ambientazione fantascientifica (il gioco si svolge ne XXII secolo) affrontando una serie di creature robotiche, più gli immancabili boss di fine livello. In particolare potremmo scegliere se giocare con Megaman X o Zero due combattenti cyborg, chiamati anche Hunter, creati per difendere l'umanità. Scegliere l'uno o l'altro apporterà piccole differenze sullo stile di gioco dato che il primo possiede armi a lunga gittata con una grande rapidità di tiro, mentre il secondo dispone di una potentissima spada, efficace dunque solo da vicino, e un fucile a lenta cadenza di fuoco. Megaman X può anche accumulare energia nella sua arma (tenendo premuto il fuoco) per poi scaricarla tutta in un solo colpo. Ciò che colpisce subito di questo titolo, a parte la sua impostazione arcade da sala giochi, è il look grafico dei personaggi e dei nemici. Fin dalla presentazione, tra l'altro molto bella pur avendo una grafica molto semplice, è evidente l'ispirazione alle serie a cartoni animati di produzione nipponica degli anni '80 con protagonisti i vari robottoni giganti.

Nonostante la grafica, in bassa risoluzione, sia tutto sommato davvero semplice, il risultato visivo piacerà sicuramente agli amanti del disegno manga; anche l'uso della palette dei colori, anch'essa ovviamente limitata, è saggiamente gestito in modo da ottenere degli effetti gradevoli. Il sonoro non è certo di grande qualità ma piacerà sicuramente ai nostalgici del coin-op dato che, non si sa se per scelta o per caso, ha, non solo lo stile, ma anche la stessa qualità di quello della macchina originale. Giocando a questo titolo, ci sentiremo come in sala giochi, tranne che per il sottofondo delle altre macchine e il bulletto classico da saletta! Il titolo è abbastanza impegnativo da terminare, quasi come il suo omologo mangia-gettoni, e richiede buoni riflessi e sangue freddo. Si morirà spesso, ma ci sarà comunque la possibilità di ricominciare dall'ultimo punto di re-spawn anche una volta esaurite tutte le vite. La voglia di andare avanti non mancherà, perlomeno per vedere tutti i boss finali sino a trovare il boss dei boss e sconfiggerlo in un tripudio di esplosioni e sprite!

Son presenti diverse novità rispetto al passato, come Reploid in fin di vita da salvare i quali ci ricompenseranno con vari upgrade, più armor da sbloccare e, finalmente, una anche per Zero!

Infine, prima di mandarvi all'immancabile box dei voti, un'avvertenza: per valutare MX5 abbiamo scelto di considerarlo alla stregua di qualunque altro titolo, senza tenere conto della sua origine, ecco allora il perché dei voti bassi, ma nemmeno troppo per i nostri standard, per grafica e sonoro. Questo però non significa che il gioco siamal realizzato e infatti ecco il motivo del buon voto globale.

 

PRO: -Più facile dell'X4 -Più armor da sbloccare, tra cui una per Zero!

CONTRO: -Decisamente meno impegnativo dell'X4 -I filmati sono stati sostituiti da sequenze di immagini

 

                

 

 

 

 

 

Megaman X6

Titolo: Megaman X6          Titolo originale: Rockman X6

Anno: 2001                       Console: Playstation, PC (pc rilasciato solo in Japan)

La recensione e la immagini sono di Spaziogames:

Dove ci ha lasciati l' X5
Tre settimane dopo l'arresto della colonia spaziale che ha quasi cancellato la terra, Zero si ritrova disperso in seguito al confronto contro Sigma, permettendo ad X (Megaman) il recupero della sua spada laser e di conseguenza l'uso della stessa. Rockman prenderà infatti le veci dello spadaccino cybernetico, sfruttando ordunque la Z-Saber oltre che il classico cannone X-Buster. Sarà così possibile eseguire diverse combinazioni d' attacco abbinando ad ogni fendente lo sparo di un proiettile energetico, potendo così evitare i danni che la moltitudine di nemici vi vorrà arrecare. Lo scopo primario di X sarà quello di ritrovare l'amico scomparso, seguito da quello di respingere ancora una volta i perversi intenti di Sigma, ed eventualmente, aiutare alcuni terrestri in balia dei mostri robotici, prima che questi vengano infettati dallo Zero-virus e trasformarsi di conseguenza in ulteriori ostacoli da battere. Il protagonista però non sarà da solo, potrà infatti contare sull' appoggio di un gruppo di amici che già durante le vicende dell' X5 fu presente, dal quale spicca il nome di Alia, che saprà darci in tempo reale informazioni inerenti alle aree che andremo ad esplorare.

L' intro
Come accadde in Megaman X4, anche l' X6 introduce l' avventura ad esso associata con un video musicale in stile " anime ", accompagnato da una bellissima colonna sonora il cui titolo è " Moonlight ". L' intro riassume con determinate scene il finale dell' X5, potendo così ricollegare il videogiocatore alla serie di avvenimenti che ben presto si ritroverà ad affrontare

La solita routine
Per l'ennesima volta, subito dopo aver terminato il classico livello introduttivo, ci compariranno davanti i volti degli 8 boss da affrontare, selezionando successivamente quello che per prima vorremo sconfiggere. Ad ogni robot principale viene associata una particolare location, in relazione ad ambientazioni non troppo diverse da quelle percorse nei capitoli precedenti. Non verranno a mancare ad esempio, le aree popolate dagli imponenti ghiacciai o al contrario le camere magmatiche che hanno ospitato più volte le azioni sparatutto che caratterizzano il gioco. Sconfitto un boss, assimileremo il suo stesso potere, da sfruttare contro ulteriori bestioni metallici o per accedere a zone precedentemente inaccessibili.

             

armature
Prima di accedere ad un livello, ci verrà proposta la possibilità di scegliere Rockman sia senza che con la Falcon, la fantomatica corazza dell' X5. Oltre quest'ultima, potrete ottenere successivamente ulteriori armature, se ne andrete a cercare i rispettivi pezzi sparsi in ogni stage selezionabile.

e corazze a disposizione sono le seguenti:

La Blade Armor: designata appositamente per l'utilizzo della Z-Saber, e che ci permetterà di caricare il colpo con la spada (come accade per l' X-Buster) e creare ulteriori combo con quest' ultima. Infine, saprà incrementare l' agilità dei nostri movimenti, permettendo potenti impicchiate con la sciabola dopo aver eseguito un salto.

La Shadow Armor: con quest' ultima diventerete dei veri e propri ninja, ci permetterà infatti di arrampicarci sulle pareti senza scivolare verso il basso e di attaccarci al soffito perfino in presenza di punte affilate. Potremo saltare ad altezze maggiori e raggiungere piattaforme poste ad alta quota. L' unico svantaggio riguarda l' impossibilità di usare le armi speciali dei boss quando la si indossa.

La Ultimate Armor: presenterà le medesime funzionalità della falcon ma con la possibilità di utilizzare per molteplici volte il Giga Attak, il colpo più potente che va ad infliggere la X-Buster.

La Black Zero: non è propriamente una corazza, ma bensì un espansione che permette l' aumento di paramentri come la difesa e l'attacco. Non vi dico altro onde evitare spoiler.

                                                  

 

giocabilità
I ragazzi della Capcom fanno un eclatante passo indietro riguardo la giocabilità di questo gioco, vista la difficoltà mal bilanciata e l'esagerata moltitudine dei nemici che appaiono sullo schermo. E' infatti la prassi del gioco dover scansare missili provenienti da ogni angolazione oltre a dover evitare gli attacchi fisici dei Maverick, senza contare che gran parte di quest'ultimi sanno anche volare. L' eccessiva presenza dei nemici provvederà ad avvilire il videogiocatore, portandolo alla fuga piuttosto che all' azione contro i robottoni malefici. Per fortuna la qualità audio rimane su ottimi livelli, capace di accompagnare egregiamente le diverse dinamiche di gioco, garantendo colonne sonore techno del tutto appaganti ed un buon doppiaggio per quanto riguarda le voci dei vari personaggi.

Commento personale:

E' il mio Megaman X preferito. E' capace di coinvolgere grazie alla cura maniacale per i dettagli, dalla grafica al comparto sonoro alla caratterizzazione dei personaggi. Le animazioni di Zero (pg preferito^^) sono state nettamente migliorate e i livelli, oltre enormi e variabili grazie al Nightmare System, si rivelano particolarmente impegnativi (da non confondere con frustanti e difficili). Insomma, è un capitolo FON-DA-MEN-TA-LE per i fan e imperdibile per gli appassionati dei platform-sparatutto.

 

PRO: -Longevo -Interessanti novità come il Nightmare system -Curatissimo sotto ogni aspetto

CONTRO: -Eccessivamente difficile alle volte, semplicemente impegnativo in altre

 

 

 

 

 

 

Megaman X7

Titolo: Megaman X7          Titolo originale: Rockman X7

Anno: 2003                       Console: Playstation2, PC (pc rilasciato solo in Japan)

La recensione e le immagini sono di Spaziogames

MMX7 vi vedrà vestire i panni di 3 simpatici esseri corazzati: Zero, da tempo fedele compagno di Megaman, munito della sua inseparabile spada d'energia (in grado finalmente di deflettere i proiettili del nemico), Axl, giovane pistolero nonché piacevole new entry e, ovviamente, Mega Man in persona. I 3 dovranno attraversare livelli impervi e pericolosi, ricchi di trappole ed insidie, per arrivare a fermare il malvagio Red. Benché all’inizio la trama paia dall’interessante sviluppo presto ci si rende conto come il potenziale non sia stato sfruttato al meglio ed il tutto si riveli una semplice ed abbastanza anonima sequela di stages con qualche scena d’intermezzo dal piacevole stile manga ma dal dubbio significato. Peccato.


Si parla di Megaman, giusto? Di questi tempi se ne vedono di tutti i colori: RPG, simil-TCG, perfino beat’em up. Meno male che qualcuno si ricorda di ciò che Megaman fu in origine, ossia una specie di puffo meccanizzato saltellante. E stavolta i suoi saltelli li spiccherà, si oda si oda, in tre dimensioni: alle classiche sezioni in 2d vecchio stampo ne sono state aggiunte di nuove nuove in 3d con visuale in terza persona. Evviva! Evviva! Mica tanto…la terza dimensione è un’arma a doppio taglio ed in questo caso Capcom è stata a dir poco maldestra nel manovrarla: la telecamera spesso e volentieri stringe troppo sullo sprite primario limitando di molto la visuale e talvolta offre perfino un’angolazione che rende complessa la comprensione dell’effettiva distanza tra le cose. Con tutti gli annessi e connessi, nel più dei casi parti di life bar buttate al vento od addirittura decessi non imputabili alla nostra incapacità. Poi, come la serie X vuole, la difficoltà di gioco è particolarmente elevata e ciò chiaramente mal si sposa con una telecamera sadica più del nemico. E Non avete letto male. Ma no, non la telecamera sadica...la difficoltà! Purtroppo la maggior parte dei giochi d'oggigiorno è per esigenze commerciali poco complessa; MMX7 va decisamente contro questa tendenza proponendo un'avventura piuttosto impegnativa: gli attacchi dei vostri nemici saranno sin dall’inizio aggressivi ed alquanto dolorosi, la vostra life bar piuttosto limitata ed in nessun modo espandibile, i boss saranno tanto stupidi quanto dolorosi al tocco, le vite a disposizione sempre poche e talvolta (o meglio, spesso) sarete costretti ad agire in fretta per evitare la morte. Alquanto scandalose la disposizione ed il numero dei checkpoint, quasi del tutto inesistenti. Gli stages sono discretamente vasti e, vista la difficoltà del gioco, andavano a mio avviso spezzettati in sezioni ben più piccole di quanto non si sia fatto: è assurdo che io muoia a 3/4 del livello e che debba ricominciare tutto daccapo con quello straccio di life bar che mi ritrovo. Disappointing! Oltre il limite della frustrazione, talvolta.

Si diceva…tre personaggi: per ogni missione ne potrete scegliere 2. Uno soltanto per volta potrà agire in campo ma il cambio può essere effettuato in qualsiasi momento tramite la pressione del tasto L2. Ogni bamboccio corazzato possiede chiaramente abilità caratteristiche che lo rendono adatto per taluni tipi di situazione e sta a voi trovare la giusta maniera d’affrontare ogni ostacolo. Peccato che Megaman sia una specie di Rambo e che l’utilità di Zero sia assai inferiore a quella di Axl.
Si rivelano buone trovate, invece, la possibilità di upgradare le abilità dei 3 mercenari salvando i cosiddetti Reploids (in sostanza idioti immobili prossimi alla morte) sparsi per ogni livello. Implicita nell’essenza stessa del giuoco la possibilità di gabbare le armi dei boss ed usarle a vostro personale benefizio. Volendo fare un paragone con Mega Man X6 possiamo dire come di nuova carne al fuoco ce ne sia abbastanza...peccato che si sia carbonizzata! Le buone, almeno in potenza, nuove trovate di Capcom si sono rivelate in atto a dir poco mal implementate, rendendo l’esperienza di gioco alquanto frustrante e meno appetibile perfino per un malato di Megaman. La spinta a proseguire rischia di esaurirsi dopo poche ore a causa dei tragici difetti a livello di giocabilità (soprattutto nelle sezioni 3D) ed una seppur buona longevità non basta a risolvere il problema. L’elevato livello di difficoltà si rivela un boomerang a causa della quasi totale mancanza di checkpoints e di life replenishers. Direte voi, “ci fossero tutte quelle cose il gioco sarebbe più facile”.

 

PRO: -Impegnativo -Sezioni 2D ben organizzate

CONTRO: -Il 3D non è il massimo -Sonoro non a pari dei precedenti -Talvolta Frustrante

 

     

Differenza tra la copertina NTSC e quella "porcata" PAL:

NTSC>PAL

 

 

 

 

 

Megaman X8

Titolo: Megaman X8          Titolo originale: Rockman X8

Anno: 2004                       Console: Playstation2, PC (pc rilasciato solo in Japan)

 

Il primo Megaman X uscito su PlayStation 2, settimo episodio della celebre saga, non fu un vero successo. Piacque ai fan del Blue Bomber Capcomiano, più che altro perchè introduceva un nuovo interessante character nella mitologia della serie (Axl), ma sopratutto perchè dopo tanto tempo era un piacere rivedere Megaman, Zero, Alia e compagnia bella, che avevamo salutato su PSOne, al termine dell'ottimo Megaman X6. Tuttavia la scelta di Capcom di inserire a forza il gameplay collaudato di Megaman X, da sempre associato alle due dimensioni, in un nuovo ambiente tridimensionale, per quanto interessante, non fu vincente: Megaman X 7 era un ibrido 2D-3D non troppo riuscito, in cui l'incertezza che ne derivava influiva negativamente sui controlli e sulla precisione dei movimenti, elementi cruciali in un gioco del genere. A un anno di distanza, Megaman X 8 non prometteva certo faville, mantenendo apparentemente le stesse caratteristiche del prequel, ma i fan della saga ne saranno deliziati e gli appassionati del genere piacevolmente stupiti: X è tornato, ed è in gran forma.

L'unione fa la forza
La nuova avventura di Megaman X è decisamente più originale del solito, anche se conduce alla solita corsa di stage in stage, di boss in boss, che caratterizza da sempre i capitoli della serie e che porta direttamente allo scontro finale. Le cose però son cambiate parecchio, e se le scorribande di X, Zero e Axl in giro per il mondo saranno motivate da una trama un po' più logica e avvincente rispetto agli ultimi episodi, lascerà di certo esterefatti i fan della serie lo scontro finale che, nonostante le premesse, non vedrà i nostri eroi opporsi alle malefatte di un certo, odiatissimo villain. Fattostà che è sempre Megaman X e si gioca sempre allo stesso modo: un cospicuo numero di stage da affrontare nell'ordine preferito, un boss per ogni livello da sconfiggere per ottenerne i poteri specifici (ai quali sarà più vulnerabile un altro boss, a catena, stabilendo di fatto un ordine segreto per la progressione), una sorta di negozio virtuale nel quale comprare upgrade per i nostri beniamini, armature e power-up segreti... C'è tutto quello che ha reso la serie famosa, insieme a qualche altra novità. Il team-up, per esempio: adesso all'inizio di ogni stage non sceglieremo un solo personaggio tra X, Zero e Axl, ma due. In qualsiasi momento, durante il livello che si sta affrontando, è possibile switchare i due Maverick Hunter selezionati per far fronte agli ostacoli sfruttandone le peculiari abilità (la spada laser e il doppio salto di Zero, la levitazione e le mitragliatrici rapide di Axl, le caratteristiche bilanciate e l'X-Cannon di X e via dicendo), e in più, una volta che un'apposita barra si sia completamente caricata, è possibile lanciare sul nemico di turno uno spettacolare super-attacco combinato, infliggendogli una quantità spropositata di danni (e che di fatto semplifica di molto i boss-fight). La possibilità di affrontare gli stage con due personaggi influisce davvero poco sulla meccanica classica e collaudata, infatti non la stravolge ma, anzi, le dona un'interessante componente strategica, basata su una scelta iniziale che può rendere un livello semplicissimo o talmente difficile da doverlo riniziare con una nuova combinazione di protagonisti.

Tra l'altro, prima di ogni stage non bisognerà scegliere soltanto gli Hunter da inviare in missione, ma anche il loro Operatore: oltre alla solita Alia abbiamo adesso due nuove Reploid, e ognuna delle tre influenza la missione in modo differente, anche se non trascendentale, con consigli sulla posizione di item, power-up, passaggi segreti e altro. Se già queste scelte regalano una certa originalità a un gameplay che soffre ormai il peso degli anni, anche la varietà degli stage contribuisce a rendere piacevole l'esperienza ludica: oltre ai soliti livelli side-scrolling abbiamo stage dal sapore shoot'em-up a bordo di veicoli volanti, missioni in cui un movimento sbagliato in una discesa frenetica può comportare una fine prematura, mix di tutte queste cose e altro ancora. Ve l'avevamo detto, X è tornato ed è in gran forma. Anche tecnicamente.

 

PRO: -Decisamente migliore del suo predecessore -Più vicino agli episodi in 2D -Buon sonoro

CONTRO: -Poco longevo -Nessuna novità nel gameplay -Confezione della versione PAL orrenda!

 

NTSC>PAL

Qui vale lo stesso discorso della copertina di Megaman X7. Ho postato prima la versione NTSC perchè è più curata rispetto alla cover PAL.